Il nostro impegno contro la plastica

Il nostro impegno contro la plastica

Un contributo di approfondimento di Stefano Cereser, referente Gruppo Ambiente Seveso Futura

È diffusa una parziale conoscenza del problema legato ai rifiuti di plastiche monouso. Parziale e con efficacia temporanea. La parzialità si riscontra nel fatto che pur sentendo e leggendo della grande diffusione di plastiche monouso – che fortunatamente recenti norme europee stanno contenendone l’impiego – le informazioni che se ne ricavano non determinano una conoscenza dell’argomento che invece dovrebbe considerare che solo in Italia, per esempio, si consumano oltre 4,5 milioni di barili di petrolio, emettendo in atmosfera oltre 900 mila tonnellate di CO2, per produrre bottiglie per acque e altre bibite consumando anche 6 miliardi di litri d’acqua. A ciò si aggiunga che il trasporto di queste bottiglie comporta la movimentazione di 300 mila TIR (stima) che determinano un consumo di quasi 100 mila litri di gasolio ed emissioni di oltre 250 mila t di CO2.(Arpal – Liguria, 2019)

Tutto questo avviene ancor prima che noi si sia bevuto un sol sorso. Dopo esserci dissetati, cominciamo ad avere consapevolezza – ancora parziale – che dovremo scartare il contenitore. Questo scarto può avvenire in tre modi: posto in un raccoglitore della differenziata; in un raccoglitore della indifferenziata; abbandonato sul territorio. Non sappiamo stimare le percentuali delle tre modalità, ma sappiamo che, più o meno, meno del 50% della raccolta differenziata viene riciclata (fonte CONAI 19/07/2021), il restante è destinato agli inceneritori. Si stima che, a livello europeo, la percentuale di plastica riciclata sia del 20% (*1) (ilpost.it 19/09/2020). L’aspetto più preoccupante è quello che si determina con il disperdimento nell’ambiente. (*2)

Negli anni ’80 e ’90, del secolo scorso, la plastica non era considerata un inquinante ma “semplicemente” un ingombrante. Ma stiamo riferendoci ad una era remota, pur parlando di solo una trentina d’anni fa. Il consumo di plastica, particolarmente di bottiglie di plastica, è aumentato a livelli esponenziali in questo arco di tempo. E la ricerca ha, parallelamente, fatto passi da gigante fino a scoprire le microplastiche e l’impatto nell’ambiente e attraverso la catena alimentare anche l’impatto diretto sull’organismo umano. Oggi la situazione è davvero allarmante.

Ad ognuno di noi spetta di adottare comportamenti e scelte che incidano positivamente su questo problema, anche in considerazione che, secondo il parere di numerosi esperti, anche il riciclaggio non potrà essere la soluzione. Dobbiamo abbandonare l’uso della plastica in generale e quella monouso, in particolare. Ma la sensibilità, nei confronti dei numerosi problemi ambientali, ha bisogno di essere stimolata, alimentata. E’ per questa precisa convinzione che riteniamo importante l’azione che le Istituzioni possono e devono svolgere. E’ per questo che invitiamo questa (la nostra?) amministrazione a compiere azioni di sensibilizzazione nei confronti della cittadinanza. Azioni di informazione, di esempio. Fra le possibili attività che l’amministrazione può adottare è l’installazione di eco-compattatori. Strumento, questo, che viene promosso e finanziato dal Ministero della Transazione Ecologica, con il decreto 2 settembre 2021. Non pensiamo che questo possa cambiare radicalmente l’approccio delle persone al problema, ma può essere una testimonianza della presa in carico dell’Amministrazione della necessità di incominciare un cammino verde. Indispensabile anche una azione di coinvolgimento delle scuole.

Legato alla necessità di eliminare l’uso di consumo dell’acqua in bottiglia, il Governo ha emanato il bonus acqua potabile, anche una diffusa informazione su questo provvedimento l’Amministrazione potrebbe metterla in atto.

Iniziare un cammino verde non è necessariamente un impegno particolarmente gravoso, è più una scelta di consapevolezza della indispensabilità di non restare passivi. Di credere che l’inquinamento che abbiamo prodotto e continuiamo a produrre sta determinando i cambiamenti climatici che mettono a rischio, inesorabilmente, la sopravvivenza del genere umano. Senza evocare i fenomeni che si stanno manifestando lontano da noi (scioglimento dei ghiacci ai poli, scongelamento del permafrost, susseguirsi di uragani e tornadi), possiamo ricordare le “bombe d’acqua” che sempre più frequentemente causano improvvise inondazioni, smottamenti, frane; i sempre più violenti venti che periodicamente investono il nostro territorio; la siccità che mette in condizioni di crisi le produzioni agricole.

Prossimamente, l’11 marzo, è prevista la 18° edizione di M’illumino di meno. Anche aderire a questa iniziativa riveste una grande valenza. Una adesione che noi fortemente indichiamo all’Amministrazione anche correlandola ad una necessità di contenimento della spesa energetica che, come è noto, nel corso dell’ultimo periodo sta producendo grandi difficoltà a molte persone e che chiama il Governo a trovare urgentemente provvedimenti di mitigazione. Ma anche per iniziare una urgente valutazione, anche con la collaborazione di InnovA21 (vedere la 1° slide di Patto dei Sindaci presentata da InnovA21: L’ EMERGENZA CLIMATICA è la grande sfida ambientale del nostro tempo. Nessuno deve sottrarsi a questa sfida: governi, amministratori locali, associazioni, ricercatori, imprese e cittadini sono chiamati a prendere parte alla lotta ai cambiamenti climatici, ognuno secondo le proprie possibilità e capacità di azione.) Intraprendendo così, l’anticipo, in modo pratico, della stesura/aggiornamento del PAESC.

Proponiamo inoltre di aderire ai Certificati Bianchi (GSE) sempre con la consulenza di InnovA21. I certificati bianchi sono titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi negli usi finali di energia attraverso interventi e progetti di incremento dell’efficienza energetica. Un certificato equivale al risparmio di una Tonnellata Equivalente di Petrolio (TEP).

Per concludere: stabilito che l’adesione del nostro comune al Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia innesta una potenziale mole di lavoro che è poco probabile che l’attuale organico del Comune sia in grado di assumere e che, comunque, sarebbe un motivo che potrebbe essere coinvolgente per parte della cittadinanza, ultimamente distante dalla partecipazione – si ricordi il negativo record di partecipazione al voto del nostro paese -, se invogliata a concorrere/partecipare, in una apposita commissione/comitato istituita/o ad hoc per proposte, progetti, organizzazione eventi, riteniamo di poter suggerire l’istituzione di un simile strumento.

(*1) Riciclo europeo, al netto delle esportazioni, 27% (Italia oggi 09/11/2020) con stima al ribasso da parte della Corte dei Conti, con i nuovi standard di calcolo, fino al solo 20% – Esportiamo 197.000 t di plastica all’anno (Green Peace – Corriere della sera 23/04/2019).

(*2) WWF nel report giugno 2019, “Fermiamo l’inquinamento da plastica: come i Paesi del Mediterraneo possono salvare il proprio mare”, stima di 33.000 bottigliette al minuto finiscono nel Mediterraneo.

Stefano Cereser

 

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