
PGT, Seveso Futura boccia il piano della Giunta Borroni: “Sembra fatto per tutti, in realtà è uno strumento per pochi”
Più superficie urbanizzabile, aree verdi che perdono tutela, nessuna risposta sui criteri delle scelte e una partecipazione ridotta al minimo: per Seveso Futura il nuovo Piano di Governo del Territorio è un documento nato vecchio, che non prepara la città alle sfide del cambiamento climatico
Seveso, 25.09.2026
Voto contrario del gruppo consiliare Seveso Futura all’adozione del nuovo Piano di Governo del Territorio elaborato dalla Giunta Borroni. Al termine della seduta di Consiglio comunale dedicata al documento, il gruppo ha bocciato un Piano che non offre una visione per la Seveso dei prossimi decenni e che lascia senza risposta domande decisive sulla trasparenza delle scelte urbanistiche.
Nel merito
Nel merito, Seveso Futura contesta la narrazione della Giunta sulla riduzione del consumo di suolo: “Sono gli stessi dati contenuti nella relazione del Piano a mostrare che, tra il PGT vigente e la proposta di variante, aumenta in maniera esponenziale la superficie complessivamente urbanizzabile. Inoltre, la variante concentra nuova capacità edificatoria negli ambiti di completamento, che non viene computata ai fini del consumo di suolo, mentre resta fuori conteggio anche il consumo di suolo legato a Pedemontana, di dimensioni rilevanti e soggetto a un regime derogatorio”.
“Fa sorridere che ci si vanti di un obiettivo che in realtà non è stato raggiunto”, commenta Giorgio Garofalo, consigliere comunale di Seveso Futura.
Tra le scelte più contestate c’è la classificazione di aree oggi libere e verdi come ambiti di completamento, quindi potenzialmente edificabili, anziché come aree da tutelare. Seveso Futura ha proposto, già in Commissione, di tutelare aree di grande importanza per la loro funzione ecologica. Il gruppo segnala inoltre il rischio che la rigenerazione urbana, che dovrebbe riqualificare spazi e rimettere in moto il tessuto sociale ed economico della città, si riduca a interventi edilizi tradizionali finalizzati soprattutto agli indici premiali, con un’ampia discrezionalità lasciata alla fase attuativa e molte norme rinviate a un regolamento edilizio che oggi non esiste.
“È un PGT nato vecchio”, afferma Garofalo, “perché nei prossimi anni, forse già nei prossimi mesi, ci renderemo conto di aver bisogno di altro. Seveso è già esposta a fragilità evidenti: il rischio idrogeologico, eventi atmosferici sempre più intensi, ondate di calore, oltre a una viabilità congestionata e poca sicurezza per pedoni e ciclisti. Sono problemi – aggiunge il consigliere comunale di Seveso Futura – con cui la città dovrà fare i conti sempre di più e che il Piano non affronta con misure strutturali di adattamento e mitigazione”.
“In Consiglio comunale abbiamo parlato più volte di isole di calore, della necessità di una città spugna, di ulteriori spazi verdi: tutto ciò che manca perché Seveso diventi più vivibile e meno congestionata”, aggiunge Garofalo.
I conflitti di interesse della Giunta Borroni
Al centro della dichiarazione di voto di Giorgio Garofalo, consigliere comunale di Seveso Futura, c’è anche il tema del conflitto di interessi. “C’è un grande tema di conflitto di interessi che abbiamo cercato di portare nella discussione e che la maggioranza ha completamente ignorato”, dichiara Garofalo. “Non è stata colta l’opportunità di essere trasparenti al riguardo, e credo sia grave, rispetto al dovere degli amministratori pubblici di essere anzitutto trasparenti, se non hanno nulla da nascondere”.
Un Piano urbanistico decide quali aree possono essere trasformate e quanto valore ne deriva: per questo ogni scelta dovrebbe poggiare su criteri oggettivi, pubblici e verificabili. È ciò che, denuncia Seveso Futura, manca nei documenti del nuovo PGT. Emblematico il caso degli ambiti contigui al fiume Seveso: a circa 120 metri di distanza di due terreni che ricevono un trattamento urbanistico opposto senza che la documentazione ne spieghi le ragioni. Seveso Futura chiede la pubblicazione degli indicatori, dei vincoli e dei criteri che hanno portato a distinguere un ambito dall’altro. “Se non c’è un criterio oggettivo, tutto diventa più opaco”, sottolinea Garofalo, che denuncia il caso del comparto Schwarzenbach: “Alcuni fabbricati sono stati estrapolati dall’ambito, avvantaggiando i proprietari che ora potranno realizzarvi degli appartamenti. Tra questi proprietari ci sono anche consiglieri comunali di maggioranza che, nonostante il grande conflitto di interessi, sono rimasti in aula e hanno approvato il provvedimento”.
Nel metodo
Duro anche il giudizio sul percorso partecipativo. Il PGT è lo strumento che più di ogni altro dovrebbe coinvolgere la cittadinanza, e la normativa prevede ampi spazi di confronto, ascolto e accoglienza delle proposte dei cittadini. A Seveso, invece, solitamente le fasi per la presentazione delle osservazioni sono state collocate nel pieno del mese di agosto, quando la maggior parte delle famiglie è in ferie, rendendo di fatto impossibile una partecipazione reale. “Come Seveso Futura spesso ci siamo dovuti sostituire all’Amministrazione facendoci carico di un ascolto nei confronti della cittadinanza e facendoci portavoci attraverso la presentazione di osservazioni, puntualmente respinte da questa Giunta. Se centinaia e centinaia di osservazioni vengono respinte senza un’adeguata argomentazione, la volta dopo non arrivano più”, avverte Garofalo, che aggiunge: “Allora è la morte della democrazia, e la stessa legittimità di chi amministra viene meno”.
Seveso Futura riconosce il lavoro svolto dagli uffici tecnici, che hanno prodotto una documentazione ampia e dettagliata. Ma la mancanza di visione, l’aumento delle possibilità edificatorie, la perdita di tutela delle aree verdi, l’assenza di trasparenza sui criteri delle scelte e l’esclusione dei cittadini non consentono un giudizio positivo né sul Piano né sul processo che lo ha prodotto. “Sembra un PGT fatto per tutti, e in realtà è uno strumento per pochi”, conclude il consigliere comunale di Seveso Futura al momento del voto contrario del suo gruppo.
Guarda il video del Consigliere Giorgio Garofalo
